Gestire un'impresa in Italia significa muoversi tra contratti, personale, clienti e fornitori senza lasciare buchi di carta. Il problema non è la burocrazia in sé. Il problema è quando un accordo resta "a voce" e poi, al primo intoppo, diventa una discussione su chi ricordava cosa. Qui trovi modelli pensati per la gestione quotidiana, con un occhio pratico e l'altro sulle regole che contano davvero.
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Quando utilizzare questi modelli
Se stai assumendo, anche solo per un picco di lavoro, i modelli ti servono subito. Un contratto a tempo determinato scritto bene non è un vezzo: è la differenza tra un termine valido e un rapporto che rischia di essere letto come stabile, con conseguenze economiche e organizzative che arrivano quando meno te lo aspetti. E no, non basta "mettere una data".
Quando devi chiudere un rapporto di lavoro, la forma pesa. Dimissioni, risoluzioni consensuali, contestazioni disciplinari, licenziamenti: ogni passaggio ha tempi, contenuti e canali che non perdonano. Una lettera scritta male non è solo brutta, è un assist per un'impugnazione entro 60 giorni (art. 6, L. 604/1966), con il rischio di finire in causa o in conciliazione con margini ridotti.
I modelli sono utili anche fuori dal perimetro HR. Se vendi servizi o prodotti, le condizioni generali e le clausole su pagamenti, ritardi, recesso e limitazioni di responsabilità ti evitano discussioni infinite. Di solito la prima contestazione nasce da una fattura non pagata e da una frase ambigua su "tempi di consegna indicativi". Succede spesso.
Infine, se lavori con collaboratori, consulenti o fornitori, un incarico scritto e una gestione ordinata di riservatezza e dati personali ti aiutano a tenere in mano il rapporto. Non per sfiducia. Per memoria.
Cosa troverai in questa categoria
- Modelli di contratto di lavoro subordinato: tempo indeterminato e tempo determinato, con clausole su mansioni, inquadramento, periodo di prova e orario.
- Lettere e comunicazioni per il rapporto di lavoro: assunzione, proroga, trasformazione, richiamo, contestazione disciplinare e risposte del dipendente.
- Modelli per cessazione del rapporto: dimissioni, risoluzione consensuale, licenziamento per giustificato motivo soggettivo/oggettivo e per giusta causa.
- Condizioni generali di vendita e/o di servizio (B2B e, quando serve, B2C): regole su ordini, pagamenti, consegne, garanzie, recesso e foro competente.
- Modelli per gestione commerciale: preventivo, conferma d'ordine, sollecito di pagamento e messa in mora.
- Documenti di tutela aziendale: accordi di riservatezza (NDA), patti su utilizzo di materiali e clausole su proprietà intellettuale dove pertinenti.
Quadro normativo e punti di attenzione
Sul lavoro, il riferimento pratico è il D.Lgs. 81/2015 (contratti, mansioni, disciplina del termine), affiancato dallo Statuto dei lavoratori (L. 300/1970) e, per la parte sanzionatoria e di tutela, dal D.Lgs. 23/2015 per i rapporti a tutele crescenti. Poi c'è il livello che molti sottovalutano: il CCNL applicato. Inquadramento, periodo di prova, preavviso, trattamenti economici minimi. Se sbagli CCNL o livello, non è un dettaglio contabile, è un contenzioso annunciato.
Il tempo determinato merita attenzione doppia. Durata, proroghe, rinnovi, causali quando richieste, stop&go quando applicabile: qui le regole cambiano nel tempo e vanno lette insieme alle norme più recenti e alla prassi. Un errore tipico? Scrivere un termine "comodo" e poi usare proroghe a catena senza una logica documentata. Un altro: dimenticare che il patto di prova deve essere specifico (mansioni e contenuto), altrimenti rischia di essere contestato.
Sulle cessazioni, la forma è sostanza. La contestazione disciplinare deve essere tempestiva e dettagliata; il licenziamento va motivato e coerente con quanto contestato. E ricorda un punto che molti scoprono tardi: l'impugnazione del licenziamento ha termini stretti, e una lettera vaga ti mette subito in difesa. Sul fronte commerciale, invece, il Codice civile (artt. 1321 ss., 1453 ss., 1490 ss.) e il D.Lgs. 206/2005 (se vendi a consumatori) impongono trasparenza su prezzi, garanzie, recesso e informazioni precontrattuali. Condizioni generali copiate da internet, oltre a essere spesso incoerenti, possono contenere clausole inefficaci o addirittura vessatorie non approvate correttamente (artt. 1341-1342 c.c.).
Perché i nostri modelli
- Testi impostati per l'uso reale: campi guidati, clausole alternative e note operative per scegliere senza improvvisare.
- Allineamento alla normativa italiana rilevante, con attenzione a D.Lgs. 81/2015, disciplina dei licenziamenti e regole civilistiche su contratti e inadempimento.
- Struttura chiara e "difendibile": definizioni, oggetto, durata, corrispettivi, recesso, foro e gestione delle comunicazioni, senza frasi decorative.
- Formati modificabili: versione Word per adattare e versione PDF per condividere e archiviare in modo ordinato.
- Revisione orientata al rischio: le clausole più delicate (prova, riservatezza, limitazioni, penali) sono scritte per ridurre ambiguità e contestazioni.