La variabile che pesa di più non è il territorio, ma il contratto collettivo applicato, perché la durata del preavviso e le regole di fruizione delle ferie cambiano in modo netto da un settore all'altro.
Metalmeccanici (CCNL Industria Metalmeccanica). Per gli operai e gli impiegati di livello intermedio il preavviso di dimissioni si misura in giorni di calendario crescenti con l'anzianità. La frazionabilità delle ferie è ammessa, ma il contratto richiede di norma un coordinamento con la programmazione aziendale; nei reparti a ciclo continuo la richiesta di ferie nel preavviso incontra resistenze maggiori, perché la sostituzione è più complessa da organizzare.
Commercio (CCNL Terziario Confcommercio). Qui il preavviso varia per livello di inquadramento e per anzianità, con soglie tipicamente più contenute per i livelli bassi. Il settore conosce periodi di esclusione dalle ferie legati a saldi e festività commerciali, e questo incide direttamente sulla possibilità di fruire le ferie residue nel preavviso durante l'alta stagione. Chi si dimette a ridosso del periodo natalizio o dei saldi deve aspettarsi un diniego più probabile.
Dirigenti. Per i dirigenti il preavviso è notevolmente più lungo, spesso espresso in mesi, e il monte ferie residuo è frequentemente elevato. In questi casi la sostituzione del preavviso con ferie diventa una vera negoziazione, che si chiude di regola con un accordo individuale dove la decorrenza esatta della cessazione viene definita per iscritto. Per inquadrare correttamente i rapporti di lavoro a monte resta utile la documentazione di gestione del rapporto di lavoro per le imprese, che fissa livello, anzianità e clausole su cui poi si calcola il preavviso.