Crea il mio documento
Accedi

Scegli il paese

FranceBelgiqueEspañaUnited StatesUnited KingdomالمغربDeutschlandItalia
Immobiliare

Modello contratto di comodato gratuito (PDF, Word)

Crea il tuo contratto di comodato d'uso gratuito in pochi minuti. Modello conforme al Codice civile, valido per la registrazione e l'agevolazione IMU del 50%.
4.7/522 recensioni25 000+ downloadDownload immediato
Condividi

Il contratto di comodato d'uso gratuito è il prestito di un bene a titolo gratuito, regolato dagli articoli 1803 e seguenti del Codice civile italiano. Lo usano i genitori che lasciano un appartamento al figlio universitario, i proprietari di una seconda casa che la affidano a un parente, e gli imprenditori che mettono a disposizione un locale a un familiare. La forma scritta non è imposta dalla legge, ma è l'unica che mette nero su bianco la durata, gli oneri accessori e il regime di restituzione del bene. Senza un atto registrato si perde anche la possibilità di ottenere lo sconto IMU del 50% per i comodati tra parenti in linea retta. Il modello scaricabile da Captain.Legal copre tutte le tipologie: comodato a termine, precario, con destinazione abitativa o aziendale.

Conforme

Legge 2026

25 000+ clienti

si fidano di noi

Conveniente

Da 4,90 € / documento

Pagamento sicuro

Download immediato

Modello contratto di comodato gratuito (PDF, Word)

Pagamento sicuro · Senza abbonamento

Compila il modello

Cos'è il contratto di comodato d'uso gratuito?

Il comodato è il contratto con cui una parte, detta comodante, consegna all'altra, il comodatario, un bene mobile o immobile affinché lo usi per un certo tempo o per un uso determinato, con l'obbligo di restituirlo. La definizione viene dall'art. 1803 del Codice civile, e l'elemento che lo distingue da qualsiasi altra forma di concessione del godimento è la gratuità essenziale: nessun corrispettivo può essere chiesto al comodatario, pena la riqualificazione del rapporto in locazione. La Cassazione è costante su questo punto, e basta una somma simbolica versata mensilmente per far cadere il contratto.

La confusione con il contratto di locazione è frequente, eppure le conseguenze giuridiche e fiscali sono opposte. Il locatore percepisce un canone e dichiara redditi fondiari; il comodante non riceve nulla e non subisce alcuna imposizione sul reddito derivante dal contratto. Anche la durata segue regole diverse: il comodato può essere a termine, con scadenza fissata dalle parti, oppure precario, senza durata, ipotesi disciplinata dall'art. 1810 che consente al comodante di chiedere la restituzione in qualsiasi momento. Chi firma un comodato precario accetta di restituire il bene a semplice richiesta, anche dopo pochi mesi, ed è una delle clausole che genera più contenzioso davanti ai giudici di pace. Per le esigenze documentali correlate è disponibile la nostra raccolta di modelli di contratti immobiliari conformi alla legge italiana.

1

Quadro normativo

La disciplina del comodato è contenuta nel Capo XIV del Libro IV del Codice civile, agli articoli da 1803 a 1812. Il legislatore del 1942 ha dedicato a questo contratto solo dieci articoli, e tuttavia essi coprono in modo esauriente tutte le situazioni della pratica notarile e forense. L'art. 1803 ne fissa la nozione, gli artt. 1804 e 1805 distribuiscono gli obblighi e i rischi tra le parti, l'art. 1809 regola la restituzione anticipata per bisogno urgente e imprevisto del comodante, l'art. 1810 disciplina il precario, e l'art. 1811 mantiene il vincolo per gli eredi del comodatario, salvo facoltà di restituzione in capo al comodante.

Per il comodato di immobili, alla disciplina codicistica si sovrappone quella fiscale prevista dal Testo Unico dell'Imposta di Registro (DPR 131/1986) e dalle disposizioni dell'Agenzia delle Entrate. Il contratto stipulato in forma scritta è soggetto a registrazione obbligatoria entro trenta giorni dalla data dell'atto, con imposta in misura fissa di 200 euro e marca da bollo di 16 euro ogni quattro facciate. La forma verbale è ammessa, ma in tal caso non si accede alle agevolazioni IMU se non con registrazione telematica del verbale.

Una svolta importante è arrivata con la legge di stabilità 2016 (legge n. 208/2015): l'art. 1, comma 10 ha introdotto la riduzione del 50% della base imponibile IMU per i comodati di immobili a uso abitativo concessi tra genitori e figli, a condizione che il contratto sia registrato, il comodante possieda non più di un altro immobile abitativo nello stesso comune e abbia la residenza in quel comune. La stessa riduzione si estendeva alla TASI prima della sua abrogazione. Per i riferimenti operativi conviene consultare la scheda informativa dell'Agenzia delle Entrate sulla registrazione del contratto di comodato, aggiornata con le ultime circolari interpretative.

2

Quando serve questo documento?

Il caso d'uso più frequente è il genitore che concede al figlio l'uso di un appartamento, spesso il secondo immobile della famiglia, perché il ragazzo studia fuori sede o ha appena lasciato casa. In questa ipotesi la registrazione non è una formalità ma la condizione per ottenere lo sconto IMU del 50%, e l'Agenzia delle Entrate verifica la regolarità in sede di accertamento. Senza atto scritto registrato il proprietario paga l'imposta piena, anche quando il figlio occupa effettivamente l'immobile.

Una seconda situazione tipica è il comodato tra fratelli o tra coniugi separati, dove uno dei due rimane nell'immobile cointestato o di proprietà esclusiva dell'altro. Qui il contratto serve soprattutto a chiarire chi paga le spese condominiali, le utenze e le piccole riparazioni, materia che l'art. 1808 risolve a favore del comodatario per le spese ordinarie di conservazione. Anche le aziende ricorrono al comodato quando una società del gruppo concede all'altra l'uso gratuito di un capannone o di un ufficio, fattispecie spesso regolata insieme agli statuti e atti di costituzione di società italiane.

Tra i casi limite vale la pena segnalare il comodato a beneficio di un convivente di fatto: dopo la legge Cirinnà del 2016 il convivente ha un diritto di abitazione minimo nella casa comune, ma il comodato resta lo strumento contrattuale più utilizzato per definire la posizione del partner non proprietario, soprattutto quando l'immobile è stato acquistato prima dell'inizio della convivenza.

3

Clausole chiave incluse nel nostro modello

Il modello copre tutte le clausole tecniche che danno solidità al contratto e che, troppo spesso, mancano nei fac-simile reperibili online.

  • L'identificazione del bene immobile include i dati catastali completi (foglio, particella, subalterno, categoria), oltre all'indirizzo e alla descrizione delle pertinenze come cantina, box o posto auto. Senza il riferimento catastale puntuale la registrazione presso l'Agenzia delle Entrate viene rifiutata.
  • La durata e il regime di restituzione distinguono in modo netto comodato a termine e comodato precario. La clausola permette di scegliere una data di scadenza, di subordinare la restituzione a un evento (la fine degli studi, la vendita dell'immobile), oppure di lasciare il rapporto a tempo indeterminato applicando l'art. 1810. Le tre opzioni hanno regimi giuridici profondamente diversi.
  • La destinazione d'uso è una clausola spesso sottovalutata: l'art. 1804 obbliga il comodatario a servirsi della cosa per l'uso pattuito, e l'uso difforme è causa di risoluzione. Indicare se l'immobile è destinato ad abitazione principale, secondaria o uso saltuario evita contestazioni in sede di accertamento fiscale.
  • Le spese ordinarie e straordinarie sono ripartite secondo l'art. 1808, integrato dalla giurisprudenza recente sulle utenze. La clausola precisa cosa resta a carico del comodatario (TARI, condominio ordinario, utenze) e cosa rimane sul comodante (IMU residua, straordinaria condominiale, oneri di proprietà).
  • La clausola di sopravvenuto bisogno richiama l'art. 1809 comma 2 e descrive in concreto le ipotesi (perdita del lavoro, separazione, malattia grave) che legittimano la richiesta di restituzione anticipata prima della scadenza.
  • Le disposizioni in caso di morte del comodatario richiamano l'art. 1811, riconoscendo agli eredi un diritto temporaneo di permanenza e fissando il termine per la riconsegna delle chiavi.
4

Aspetti fiscali e registrazione

Il regime fiscale del comodato dipende da tre fattori: la forma del contratto, la natura del bene e il rapporto di parentela tra le parti. Ignorare questa distinzione è uno degli errori che il commercialista corregge più spesso.

Il comodato scritto di un immobile è soggetto a registrazione obbligatoria entro trenta giorni dalla data dell'atto presso l'Agenzia delle Entrate territorialmente competente. La via ordinaria è la presentazione telematica del modello RAP (Registrazione Atti Privati), introdotto con provvedimento direttoriale del 16 dicembre 2022 e successivamente integrato. L'imposta di registro è dovuta in misura fissa pari a 200 euro, e si aggiunge la marca da bollo da 16 euro ogni quattro facciate o cento righe. La mancata registrazione comporta sanzioni dal 120% al 240% dell'imposta, oltre alla perdita di tutte le agevolazioni IMU. La sanzione si riduce con il ravvedimento operoso, in funzione del tempo trascorso.

Il vantaggio fiscale più rilevante è la riduzione del 50% della base imponibile IMU per i comodati tra genitori e figli con destinazione ad abitazione principale del comodatario. La legge n. 208/2015 impone tre condizioni cumulative: contratto registrato, comodante che possiede al massimo un altro immobile abitativo nello stesso comune, e residenza del comodante nello stesso comune dell'immobile concesso. Gli immobili di lusso (categorie A/1, A/8 e A/9) restano esclusi dal beneficio. L'inadempimento di una sola di queste condizioni fa decadere l'intera agevolazione, anche retroattivamente.

Per i comodati tra fratelli, zii, nipoti o conviventi, la riduzione IMU non si applica: l'agevolazione è tassativamente limitata alla linea retta entro il primo grado. Il comodato resta comunque utile perché esonera il proprietario dal pagamento della TARI, che passa per legge sul detentore effettivo. Per le aziende che usano il comodato come strumento infragruppo, la disciplina si complica con il transfer pricing: in questi scenari il modello va integrato con contratti di lavoro e modelli HR conformi al Codice del Lavoro e con una consulenza fiscale dedicata.

5

Come compilare il contratto di comodato

Il percorso guidato di Captain.Legal parte dall'identificazione delle parti, comodante e comodatario, con codice fiscale, residenza e regime patrimoniale se il comodante è coniugato in comunione dei beni. Si passa poi alla descrizione del bene, dove si inseriscono indirizzo, dati catastali e una breve descrizione testuale. Il sistema verifica automaticamente la coerenza tra categoria catastale e destinazione d'uso indicata: un immobile in categoria C/2 (deposito) non può essere concesso in comodato come abitazione, e l'errore viene segnalato prima della generazione del PDF.

Successivamente si sceglie il regime di durata, tra termine fisso, evento determinato o tempo indeterminato. A seconda della scelta il modello inserisce automaticamente le clausole compatibili e disattiva quelle in conflitto. La sezione dedicata alle spese permette di assegnare ciascuna voce (condominio, utenze, manutenzione ordinaria, IMU, TARI) a una delle due parti, con valori di default conformi alla giurisprudenza prevalente. L'ultima sezione raccoglie le clausole opzionali: divieto di sublocazione, foro competente, modalità di risoluzione. Il documento finale è generato in formato Word e PDF, pronto per la firma e per l'eventuale registrazione presso l'Agenzia delle Entrate. La compilazione richiede in media meno di dieci minuti per chi conosce i dati catastali del bene.

6

Errori comuni da evitare

Il primo errore, anche quello più costoso, è omettere la registrazione del comodato scritto. Molti proprietari pensano che la mancata registrazione comporti solo una piccola sanzione, ma in realtà fa cadere automaticamente la riduzione IMU del 50% per tutta la durata del contratto, oltre a esporre a un accertamento dell'Agenzia delle Entrate. Un altro errore frequente è inserire una piccola somma a titolo di "rimborso spese forfettario" superiore al costo reale delle utenze: la Cassazione, con sentenza n. 17642/2019, ha qualificato come canone qualunque versamento periodico che ecceda la documentazione delle spese effettive, con riqualificazione del comodato in locazione ad uso abitativo.

Il terzo errore riguarda la durata: pattuire un comodato "fino a quando il comodatario ne avrà bisogno" non è una clausola valida ma una clausola in bianco, che i giudici interpretano come comodato precario ex art. 1810, con diritto di restituzione immediato per il comodante. Vanno poi evitate le clausole che obbligano il comodatario a eseguire ristrutturazioni o lavori straordinari come corrispettivo dell'uso, perché contraddicono la gratuità essenziale del contratto. Da ultimo, non dimenticare il termine di trenta giorni per la registrazione: decorre dalla sottoscrizione, non dalla consegna materiale dell'immobile, e non è prorogabile. Per gli adempimenti collegati conviene consultare la nostra raccolta di procure, deleghe e attestazioni per privati.

Domande frequenti

Sì, il modello è conforme agli articoli 1803 e seguenti del Codice civile e contiene tutte le clausole richieste dalla legge per la validità sostanziale e formale del contratto. Una volta compilato con i dati reali delle parti e del bene, firmato in due originali dal comodante e dal comodatario, il contratto produce piena efficacia tra le parti. Per ottenere effetti opponibili a terzi e per accedere alle agevolazioni IMU il documento va registrato presso l'Agenzia delle Entrate entro trenta giorni dalla data di sottoscrizione. La registrazione attribuisce data certa al contratto e ne rende prova autentica nei rapporti con l'amministrazione fiscale.

Il documento è generato in formato Word (.docx) e PDF. Il file Word è utile per ulteriori personalizzazioni manuali, ad esempio l'inserimento di clausole specifiche concordate tra le parti, mentre il PDF è già impaginato e pronto per la stampa e per la registrazione telematica tramite modello RAP. Entrambi i formati sono salvati nello spazio personale dell'utente sulla piattaforma e restano accessibili in qualsiasi momento per modifiche o aggiornamenti, insieme alla biblioteca completa dei modelli legali italiani in PDF e Word.

Il termine per la registrazione del comodato scritto di immobili è di trenta giorni dalla data di sottoscrizione, ex art. 13 del DPR 131/1986. La registrazione si esegue online tramite il modello RAP nel portale dell'Agenzia delle Entrate, oppure presso lo sportello dell'ufficio territorialmente competente per i soggetti esonerati dalla telematica. Il termine decorre dal giorno in cui le parti hanno firmato l'atto, non dalla consegna materiale del bene, e non è prorogabile. Superato il termine si applica il ravvedimento operoso, che permette di sanare l'omessa registrazione con sanzione ridotta in funzione del tempo trascorso.

Per i beni immobili il comodato può essere stipulato anche verbalmente, e la giurisprudenza ne ammette la validità purché sussistano la consegna della cosa e l'accordo sulla gratuità. La forma scritta non è dunque imposta come elemento di validità, ma è praticamente indispensabile per due ragioni: senza atto registrato il comodante non può accedere alla riduzione IMU del 50%, e in caso di lite la prova della durata e degli oneri concordati è quasi impossibile da raggiungere. Lo stesso vale per il comodato infragruppo tra società, dove l'assenza di forma scritta espone a contestazioni in sede di accertamento.

Sì, ma solo in due ipotesi tassative previste dall'art. 1809 comma 2: l'urgente e impreveduto bisogno del comodante, e l'inadempimento grave del comodatario alle obbligazioni contrattuali. Il "bisogno urgente e imprevisto" è interpretato dalla Cassazione in senso restrittivo: vale la perdita del lavoro che impone al comodante di vendere o utilizzare direttamente il bene, una grave malattia, una separazione coniugale con perdita della casa familiare. La richiesta di restituzione si formula per iscritto e, se il comodatario rifiuta, si agisce davanti al giudice competente. Nel comodato precario, invece, il comodante può chiedere la restituzione in qualsiasi momento senza motivazione.

L'art. 1811 prevede che, in caso di morte del comodatario, gli eredi siano tenuti a restituire la cosa, ma riconosce anche al comodante la facoltà di esigere la restituzione immediata. In pratica, il rapporto non si trasmette automaticamente agli eredi come avviene per la locazione: il comodante può decidere se proseguire il comodato a favore dell'erede oppure rientrare nel possesso del bene. La clausola contenuta nel modello disciplina espressamente questa fattispecie, fissando un termine ragionevole per la riconsegna e prevedendo un eventuale indennizzo per i miglioramenti apportati dal comodatario defunto. Per le concessioni gratuite a enti collettivi resta disponibile la sezione statuti e modelli per associazioni ed enti del Terzo Settore.

4.7/5

22 recensioni verificate · 25 000+ download

Modello contratto di comodato gratuito (PDF, Word)
  • Accesso immediato al documento
  • Download in PDF e Word
  • Conforme alla legge 2026
  • Verificato da giuristi
Compila il modello
Pagamento sicuro · Senza abbonamento
Aggiornato il 12 maggio 2026

Potrebbero interessarti

Contratto a canone concordato 3+2
Contratto locazione studenti