Costituire un'impresa in Italia non è solo "aprire la partita IVA". La differenza tra un avvio sereno e mesi di correzioni sta spesso nei documenti: atto costitutivo, statuto, conferimenti, clausole di governance, patti tra soci. Il Codice civile detta le regole, ma la pratica (notaio, Registro delle Imprese, banca, investitori) pretende coerenza e dettagli. Qui trovi modelli pensati per arrivare preparato, senza improvvisare l'ultima sera.
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Quando utilizzare questi modelli
Se stai per aprire una società e vuoi evitare la classica situazione: "abbiamo deciso le quote, poi vediamo". Per SRL, SAS e SNC la forma conta, e certe scelte (amministratore unico o CDA, clausole su prelazione e gradimento, regole sui versamenti) incidono subito su poteri e responsabilità.
Quando entrano più soci, anche amici di lunga data. Onestamente, molte liti nascono da promesse dette a voce: chi decide, chi firma in banca, cosa succede se uno vuole uscire, o se smette di lavorare in azienda. Un patto parasociale ben scritto può evitare che un disaccordo operativo diventi una causa.
Se hai già un accordo con un investitore o un partner commerciale e ti chiedono "documentazione societaria pulita". Capita spesso: due diligence, apertura conto, richiesta fidi, bandi, o semplicemente l’iscrizione al Registro delle Imprese senza rilievi. Un errore formale può bloccare l’iscrizione o costringerti a rifare atti e delibere.
Quando vuoi impostare da subito regole di uscita e tutela: clausole di drag/tag, lock-up, non concorrenza, opzioni, condizioni per aumenti di capitale. Non sono dettagli da rimandare "a dopo", perché "dopo" di solito arriva quando c’è tensione.
Cosa troverai in questa categoria
- Modelli di atto costitutivo: bozze strutturate per avvio societario, con dati essenziali, conferimenti e organi sociali.
- Statuti per SRL: clausole su amministrazione, decisioni dei soci, trasferimento quote, diritti particolari ex art. 2468 c.c.
- Statuti per SAS: ripartizione ruoli tra accomandatari e accomandanti, poteri di gestione e limiti.
- Statuti per SNC: disciplina dei soci, amministrazione e responsabilità, con attenzione alle regole su recesso ed esclusione.
- Patti parasociali: accordi tra soci su governance, lock-up, prelazione, gradimento, non concorrenza, opzioni e meccanismi di uscita.
- Verbali e delibere iniziali: nomina amministratori, attribuzione poteri, apertura conto, approvazioni operative dei primi mesi.
- Modelli su conferimenti e capitale: versamenti, sovrapprezzo, regole su finanziamenti soci e loro trattamento.
Quadro normativo e punti di attenzione
Il riferimento base è il Codice civile. Per le società di persone (SNC e SAS) valgono le regole degli artt. 2291 e seguenti c.c., con un punto che molti sottovalutano: la responsabilità. Nella SNC i soci rispondono illimitatamente e solidalmente per le obbligazioni sociali (art. 2291 c.c.). Nella SAS, invece, l’accomandante perde la limitazione di responsabilità se compie atti di amministrazione (art. 2320 c.c.). Non è teoria: basta una firma sbagliata su un contratto.
Per la SRL il perimetro è negli artt. 2462 e seguenti c.c. Qui l’errore tipico è copiare uno statuto "standard" senza pensare a come deciderete davvero. Quorum troppo rigidi bloccano l’operatività; clausole troppo vaghe creano contenzioso. E attenzione ai diritti particolari dei soci (art. 2468, comma 3, c.c.): se prometti a un socio poteri o privilegi, devono stare scritti bene, altrimenti diventano una fonte di conflitto.
Poi c’è la parte "procedurale": atto pubblico quando richiesto, deposito e iscrizione al Registro delle Imprese, coerenza tra statuto, verbali e assetto amministrativo. Un dettaglio pratico: la banca spesso chiede verbali di nomina e attribuzione poteri prima di attivare operatività e home banking. Se i poteri non sono chiari, perdi giorni. A volte settimane.
Infine, i patti parasociali. Non sostituiscono lo statuto. Funzionano come accordo tra soci, utile per regole più flessibili e riservate, ma devono essere coerenti con le norme inderogabili e con quanto depositato. Se prometti nel patto una cosa e nello statuto ce n’è un’altra, indovina quale documento ti complica la vita quando c’è una contestazione.
Perché i nostri modelli
- Modelli scritti con un approccio pratico: meno teoria, più clausole che reggono quando arrivano banca, investitori o un socio scontento.
- Aggiornamento e coerenza con il Codice civile e con la prassi di deposito al Registro delle Imprese, per ridurre rilievi e richieste di integrazione.
- Struttura chiara e modificabile: formati Word e PDF, con campi guidati per dati societari, quote, conferimenti e organi.
- Focus sui punti che creano contenzioso: trasferimento quote, prelazione/gradimento, deleghe, quorum, recesso ed esclusione, finanziamenti soci.
- Linguaggio leggibile: giuridico quanto basta, senza frasi ornamentali, perché i documenti li devono capire anche i soci non avvocati.