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Congedo di paternità: modello richiesta pronto in 5 min

Crea la tua richiesta di congedo di paternità obbligatorio e facoltativo. Date, preavviso e riferimenti normativi già impostati. Scarica subito in Word e PDF.
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La richiesta di congedo di paternità è la domanda con cui il padre lavoratore dipendente comunica al datore di lavoro la propria astensione dal lavoro alla nascita del figlio. Riguarda i 10 giorni di congedo obbligatorio previsti dall'art. 27-bis del Testo Unico maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001) e l'eventuale giorno facoltativo concordato con la madre. Questo modello serve al neopadre per fissare per iscritto le date scelte all'interno della finestra ammessa, indicare il preavviso e lasciare nel fascicolo del personale una traccia formale che il datore di lavoro non può respingere. È pensato per dipendenti del settore privato e pubblico, con i riferimenti corretti alla gestione INPS e alle comunicazioni interne.

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Cos'è la richiesta di congedo di paternità

La richiesta di congedo di paternità è l'atto formale con cui il padre lavoratore dipendente esercita un diritto che, dal 2022, è diventato pienamente autonomo e obbligatorio. Fino all'entrata in vigore del D.Lgs. 105/2022 convivevano due istituti distinti: un congedo obbligatorio del padre di pochi giorni e un congedo facoltativo alternativo a quello della madre. Quella distinzione è stata superata. Oggi esiste un unico congedo di paternità obbligatorio di dieci giorni lavorativi, disciplinato dal nuovo art. 27-bis del Testo Unico, al quale si affianca, su accordo con la madre, un solo giorno facoltativo fruibile in sostituzione di un giorno di congedo di maternità.

Conviene non confondere questo congedo con il congedo parentale, che è cosa diversa : il parentale è facoltativo, dura mesi, è frazionabile e serve alla cura del figlio nei primi anni di vita, mentre il congedo di paternità è un'astensione breve, concentrata intorno alla nascita, che il datore di lavoro è tenuto a concedere. Il documento che compili qui ha quindi una funzione precisa : indicare con chiarezza che stai chiedendo i dieci giorni dell'art. 27-bis (più, se concordato, il giorno facoltativo), non un permesso generico o un periodo di congedo parentale. Una richiesta scritta in modo ambiguo è la prima causa di contestazioni e di conteggi sbagliati nel cedolino. Se cerchi invece l'inquadramento di altre assenze retribuite, trovi i riferimenti utili tra i modelli di richiesta ferie e permessi conformi al CCNL.

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Quadro normativo

Il riferimento centrale è il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, ossia il D.Lgs. 151/2001, come modificato dal D.Lgs. 105/2022 in attuazione della direttiva europea sull'equilibrio tra attività professionale e vita familiare. Il nuovo art. 27-bis stabilisce che il padre lavoratore, dai due mesi precedenti la data presunta del parto ed entro i cinque mesi successivi, si astiene dal lavoro per dieci giorni lavorativi, non frazionabili a ore ma fruibili anche in modo non continuativo. In caso di parto plurimo i giorni salgono a venti, a prescindere dal numero dei figli nati. Il congedo spetta anche in caso di morte perinatale del figlio, entro lo stesso arco temporale.

Sul piano economico, l'indennità è pari al 100% della retribuzione ed è anticipata dal datore di lavoro per conto dell'INPS nel settore privato, mentre nelle pubbliche amministrazioni è erogata direttamente dall'amministrazione datrice. Le direttive applicative sono contenute nella Circolare INPS n. 122 del 27 ottobre 2022, che ha chiarito modalità di calcolo e procedura. Resta valido, accanto al congedo obbligatorio, il congedo di paternità alternativo dell'art. 28, riconosciuto quando la madre sia deceduta o gravemente inferma, in caso di abbandono o di affidamento esclusivo al padre.

Il datore di lavoro non può opporsi alla fruizione : si tratta di un diritto, non di una concessione. La forma scritta non è imposta dalla legge come requisito di validità, ma il preavviso di almeno cinque giorni rispetto alle date scelte è previsto dalla disciplina applicativa, e una comunicazione tracciata è l'unico modo serio per dimostrare di averlo rispettato. Per il quadro ufficiale completo puoi consultare la scheda INPS sul congedo di paternità obbligatorio e sui requisiti di accesso. Sul piano dei principi generali resta sullo sfondo l'art. 2109 del Codice civile, che governa il coordinamento delle assenze con le esigenze dell'impresa.

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Quando ti serve questo documento

La situazione tipica è quella del neopadre dipendente che sa già, con buona approssimazione, la data presunta del parto e vuole prenotare i propri dieci giorni con il giusto anticipo. Presentare la richiesta scritta serve a bloccare le date prima che vengano coperte da altri turni o da chiusure di reparto, e a far partire correttamente il preavviso di cinque giorni. È il caso più frequente, ma non l'unico.

C'è poi chi preferisce frazionare i dieci giorni : qualche giorno alla nascita, qualcuno alle dimissioni dall'ospedale, gli altri nelle settimane successive. La legge lo consente entro i cinque mesi dal parto, e una richiesta scritta che elenca con precisione le singole giornate evita che l'ufficio paghe si perda nel conteggio. Quando i coniugi decidono di sfruttare anche il giorno facoltativo, l'accordo con la madre va reso esplicito nel testo, perché quel giorno si sottrae al congedo di maternità di lei e non può essere dato per scontato.

Il documento è utile anche nelle situazioni meno lineari. In caso di parto plurimo la richiesta deve indicare i venti giorni spettanti, perché capita che il datore di lavoro applichi per errore il regime ordinario. Lo stesso vale per l'adozione o l'affidamento, dove la finestra temporale decorre dall'ingresso del minore in famiglia. Un edge case da non sottovalutare : se sei prossimo a dimettersi entro il primo anno di vita del bambino, aver fruito del congedo apre l'accesso alla NASpI anche per il padre, e una traccia documentale pulita di quei giorni può fare la differenza in fase di domanda. Per altri scenari di assenza dal lavoro restano consultabili i modelli per congedo parentale e permessi non retribuiti.

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Cosa contiene il nostro modello

  • L'intestazione e l'oggetto identificano senza ambiguità la natura della domanda. L'oggetto richiama espressamente il congedo di paternità obbligatorio ex art. 27-bis D.Lgs. 151/2001, così l'ufficio del personale inquadra subito l'istituto e non lo confonde con ferie, permessi o congedo parentale. Vengono riportati i dati del lavoratore, la qualifica e il CCNL applicato.
  • L'indicazione delle date è il cuore del documento. Puoi inserire un periodo continuativo oppure le singole giornate in caso di fruizione frazionata, con il calcolo dei dieci giorni lavorativi (o venti per parto plurimo). Il campo è impostato per evidenziare la data presunta del parto, da cui dipendono i limiti dei due mesi prima e dei cinque mesi dopo.
  • La clausola del giorno facoltativo compare solo se scegli di attivarla. In quel caso il testo dà atto dell'accordo con la madre e precisa che il giorno è fruito in alternativa a un giorno del suo congedo di maternità, come richiesto dalla norma.
  • Il richiamo al preavviso e agli allegati chiude la richiesta. Si dà atto del rispetto del termine di cinque giorni e si lascia spazio per gli eventuali documenti di corredo, come l'autocertificazione della data presunta del parto. La firma e la data rendono la comunicazione opponibile e archiviabile nel fascicolo personale.
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Considerazioni per categorie e settori

Settore privato. Qui l'indennità è anticipata in busta paga dal datore di lavoro, che poi la recupera in conguaglio con l'INPS. La richiesta scritta è il presupposto pratico di tutto il flusso : senza date certe l'ufficio paghe non può impostare il conguaglio. Conviene allegare l'autocertificazione della data presunta e, dopo l'evento, comunicare la data effettiva di nascita, perché la finestra dei cinque mesi decorre da lì. Nelle realtà con CCNL che prevedono trattamenti integrativi, vale la pena verificare se il contratto aggiunge qualcosa al minimo di legge.

Pubblico impiego. Il dipendente pubblico ha gli stessi dieci giorni, ma l'indennità è erogata direttamente dall'amministrazione e non dall'INPS, secondo l'art. 2, comma 2, del Testo Unico. La procedura interna passa spesso da un applicativo dedicato del personale, e il preavviso va calibrato sui tempi dell'ente. La richiesta scritta resta lo strumento per fissare la data di protocollo, che è ciò che conta in caso di contestazioni sui termini.

Lavoro a turni e stagionale. Nei contesti a turni il conteggio dei giorni lavorativi richiede attenzione : una giornata festiva normalmente lavorata per quel dipendente rientra nel computo, mentre la domenica non lavorata no. Indicare con precisione le date evita che il sistema scali giorni sbagliati. Sul coordinamento delle assenze con l'organizzazione aziendale tornano utili gli stessi principi dei contratti di lavoro a tempo indeterminato e determinato, dove la gestione di turni e sostituzioni è già normata dal CCNL.

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Come si compila la richiesta di congedo di paternità

Si parte dall'inserimento dei tuoi dati anagrafici e di quelli del datore di lavoro o dell'ufficio del personale destinatario, insieme al CCNL applicato. Il modulo ti chiede poi la data presunta del parto : è il riferimento da cui il sistema calcola la finestra ammessa, cioè i due mesi precedenti e i cinque mesi successivi, e segnala se le date scelte cadono fuori da quel periodo. A quel punto indichi se intendi fruire i dieci giorni in modo continuativo o frazionato, elencando le singole giornate lavorative.

Se hai concordato con la madre il giorno facoltativo, attivi la clausola dedicata e il testo si aggiorna per darne atto. Il documento ricalcola il totale, distinguendo regime ordinario e parto plurimo, e inserisce il richiamo normativo all'art. 27-bis e alla Circolare INPS n. 122/2022. Prima di generare il file puoi rileggere l'oggetto, la sezione date e lo spazio allegati, dove caricare l'autocertificazione della data presunta. Scarichi infine il documento in Word modificabile e in PDF firmabile, pronto da protocollare. Per la pratica INPS vera e propria resta da presentare la domanda telematica sul portale dell'Istituto, ma questa richiesta è ciò che formalizza l'astensione verso il datore di lavoro.

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Errori da evitare

L'errore più comune è confondere il congedo di paternità con il congedo parentale. Sono due istituti distinti, con durate, regole e contabilizzazione diverse : chi scrive "chiedo il congedo parentale di paternità" costringe l'ufficio paghe a chiedere chiarimenti e perde tempo prezioso sul preavviso. Altrettanto frequente è dimenticare l'accordo con la madre per il giorno facoltativo : quel giorno non è automatico, va dichiarato, e senza la clausola esplicita rischia di non essere riconosciuto. Un terzo passo falso riguarda le date fuori finestra : chiedere giorni prima dei due mesi dalla data presunta o oltre i cinque mesi dalla nascita significa veder respinta la domanda sul piano dell'indennità INPS.

Sul fronte pratico, molti sbagliano il conteggio dei giorni lavorativi, includendo festivi o domeniche che non andavano contati, oppure escludendo turni che invece rientravano. Verifica sempre il calendario reale del tuo turno prima di indicare le date. C'è poi chi gestisce tutto a voce con il responsabile e poi non riesce a dimostrare quando ha presentato la richiesta : in caso di tensione, la data di protocollo o di invio tracciato è l'unica prova che regge. Infine, attenzione a non saltare la comunicazione della data effettiva di nascita dopo l'evento, perché è da quel momento che decorre concretamente il termine dei cinque mesi.

Punti chiave da ricordare

DIRITTO E DURATA

Dieci giorni obbligatori, più uno facoltativo

Il congedo di paternità riguarda 10 giorni lavorativi obbligatori per il padre dipendente, previsti dall’art. 27-bis del D.Lgs. 151/2001 (come modificato dal D.Lgs. 105/2022). A questi può aggiungersi un solo giorno facoltativo, ma solo se concordato con la madre e in sostituzione di un giorno di maternità. Non è un permesso generico.

FINESTRA TEMPORALE

Usalo nel periodo ammesso dalla legge

I giorni si possono prendere nei due mesi prima della data presunta del parto ed entro i cinque mesi successivi. Non sono frazionabili a ore, però possono essere usati anche in modo non continuativo, scegliendo date diverse nella finestra consentita. In caso di parto plurimo i giorni raddoppiano a 20, indipendentemente dal numero dei figli nati.

PROCEDURA E RISCHI

Preavviso, traccia scritta e busta paga

Il datore di lavoro non può rifiutare la fruizione: è un diritto, non una concessione. Anche se la forma scritta non è richiesta per legge, serve a fissare date e causale corretta, evitando contestazioni e conteggi sbagliati in cedolino (ad esempio confusione con il congedo parentale). Va dato un preavviso di almeno cinque giorni rispetto alle date scelte.

Domande frequenti

Sì. Il documento riproduce una comunicazione formale al datore di lavoro che dà atto del diritto previsto dall'art. 27-bis del D.Lgs. 151/2001. La legge non impone una forma scritta come requisito di validità del congedo, ma la richiesta scritta è ciò che rende opponibile e dimostrabile la tua domanda, in particolare il rispetto del preavviso di cinque giorni. Una volta compilato, datato e firmato, il modello costituisce prova della richiesta e della data di presentazione. Resta poi necessaria, separatamente, la domanda telematica all'INPS per l'erogazione dell'indennità, che questo documento non sostituisce ma accompagna sul versante del rapporto con il datore di lavoro.

I giorni di congedo obbligatorio sono dieci giorni lavorativi, che diventano venti in caso di parto plurimo, a prescindere dal numero di figli nati. A questi puoi aggiungere un solo giorno facoltativo, in accordo con la madre e in alternativa a un giorno del suo congedo di maternità. I dieci giorni non sono frazionabili a ore, ma puoi distribuirli anche in modo non continuativo entro la finestra ammessa. Tutti i giorni sono indennizzati al 100% della retribuzione e sono utili ai fini pensionistici. La copertura è a carico dell'INPS nel settore privato, mentre nel pubblico impiego è erogata direttamente dall'amministrazione.

Il congedo va fruito nella finestra che va dai due mesi precedenti la data presunta del parto fino ai cinque mesi successivi alla nascita. Il preavviso al datore di lavoro è di almeno cinque giorni rispetto alle date in cui intendi astenerti, secondo la disciplina applicativa. In concreto conviene presentare la richiesta molto prima, appena hai una data presunta affidabile, così da bloccare le giornate ed evitare sovrapposizioni con turni o chiusure. Dopo la nascita ti conviene comunicare la data effettiva, perché è da quel momento che decorre il termine dei cinque mesi entro cui esaurire i giorni residui.

Il modello è disponibile in due formati. Il file Word è modificabile, utile se devi adattare l'intestazione, aggiungere riferimenti al tuo CCNL o correggere le date dopo la nascita. Il file PDF è pensato per la firma e per l'archiviazione stabile nel fascicolo del personale, perché non si altera e mantiene la formattazione. Molti lavoratori compilano in Word, generano il PDF definitivo e conservano entrambe le versioni. Avere il documento in un formato firmabile e archiviabile è ciò che ti permette, in caso di contestazione futura, di dimostrare con esattezza cosa avevi chiesto e quando.

No. Il congedo di paternità obbligatorio è un diritto del lavoratore, e il datore di lavoro non può opporsi alla sua fruizione. Può chiedere il rispetto del preavviso e una ragionevole indicazione delle date, ma non può negare i dieci giorni né imporne uno spostamento a propria discrezione. È questa la differenza sostanziale rispetto alle ferie ordinarie, dove invece le date si coordinano con le esigenze dell'impresa secondo l'art. 2109 del Codice civile. Proprio perché si tratta di un diritto, una richiesta scritta e protocollata è lo strumento più efficace per far valere la propria posizione qualora l'azienda tardi o sollevi obiezioni.

Sì. Il congedo di paternità obbligatorio spetta anche al padre adottivo o affidatario, con la stessa durata di dieci giorni lavorativi. La differenza riguarda il punto di partenza della finestra temporale : per le adozioni e gli affidamenti il riferimento è l'ingresso del minore in famiglia (o in Italia, nelle adozioni internazionali), e non la data del parto. Il modello consente di indicare questa data alternativa nel campo dedicato, così il calcolo dei limiti temporali resta corretto. Per situazioni particolari, come l'affidamento esclusivo o la grave infermità della madre, può rilevare anche il congedo alternativo dell'art. 28 del Testo Unico, che ha presupposti diversi.

Il diritto e la durata sono identici a quelli del settore privato : dieci giorni lavorativi, venti per parto plurimo, indennità al 100%. Cambia il soggetto che eroga l'indennità, perché nel pubblico impiego è l'amministrazione datrice di lavoro a corrisponderla direttamente, e non l'INPS, secondo l'art. 2, comma 2, del D.Lgs. 151/2001. Sul piano pratico molte amministrazioni gestiscono la domanda tramite un applicativo interno del personale, ma la richiesta scritta resta utile per fissare la data di protocollo e per allegare l'autocertificazione. Se gestisci anche altri adempimenti aziendali, trovi modelli coerenti tra i documenti per la gestione quotidiana dell'impresa e del personale.

In genere è sufficiente un'autocertificazione della data presunta del parto allegata alla richiesta presentata prima dell'evento, e poi la comunicazione della data effettiva di nascita. Per la pratica INPS vera e propria, la domanda telematica richiede i dati anagrafici del bambino e del nucleo familiare, ma quella è una procedura separata che segue la richiesta al datore di lavoro. Conserva sempre copia di tutto : la richiesta firmata, gli allegati e la ricevuta di invio o protocollo. È la documentazione che ti tutela se l'azienda dovesse contestare i tempi o il numero di giorni effettivamente spettanti.

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