Richiesta ferie

Congedo parentale art. 32 D.Lgs. 151/2001: modello

Domanda di congedo parentale conforme agli artt. 32 e 34 D.Lgs. 151/2001 e alla L. 199/2025: fino a 14 anni, indennità INPS 80% e 30%, fruizione a ore.
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La richiesta di congedo parentale è la comunicazione scritta con cui la madre o il padre lavoratore dipendente informa il datore di lavoro dei periodi di astensione facoltativa dedicati alla cura del figlio, indicando date, durata e modalità di fruizione, giornaliera od oraria. Il diritto è disciplinato dagli artt. 32 e seguenti del D.Lgs. 151/2001 e si accompagna a un'indennità INPS che oscilla tra l'80% e il 30% della retribuzione, secondo i mesi già utilizzati dalla coppia. Il modello è pensato per i genitori del settore privato e del pubblico impiego e per gli uffici del personale e i consulenti del lavoro che gestiscono date frazionate, alternanze tra genitori e conteggi in busta paga.

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Congedo parentale art. 32 D.Lgs. 151/2001: modello

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Cos'è la richiesta di congedo parentale

Il congedo parentale è un'astensione facoltativa dal lavoro, riconosciuta a ciascun genitore per ogni figlio, che si aggiunge al congedo di maternità e al congedo di paternità obbligatorio. La giurisprudenza lo qualifica da tempo come diritto potestativo: all'azienda resta il potere di pretendere il rispetto del preavviso, non quello di valutare l'opportunità dell'assenza. La richiesta scritta ha dunque una funzione dichiarativa e organizzativa. Fissa i periodi, individua il genitore che fruisce, sceglie tra modalità giornaliera e oraria e attribuisce una data certa alla comunicazione, che è l'elemento su cui si gioca ogni contestazione successiva.

Nella prassi degli uffici paghe, gli equivoci nascono quasi sempre dalla confusione con istituti vicini. La richiesta di congedo di paternità obbligatorio di dieci giorni riguarda un'astensione breve, legata alla nascita e indennizzata al 100%, con regole proprie fissate dall'art. 27-bis. Il congedo per malattia del figlio dell'art. 47 è invece un'assenza non retribuita, subordinata a certificato medico, che per i figli tra 3 e 14 anni vale dieci giorni lavorativi l'anno per ciascun genitore. Diverso ancora è il prolungamento del congedo parentale previsto dall'art. 33 per i figli con disabilità grave, che si affianca ai permessi della domanda di permesso Legge 104 per l'assistenza al familiare. Indicare nell'oggetto l'istituto sbagliato non fa perdere il diritto, ma sposta il codice di assenza, l'indennità e i contributi figurativi.

Quadro normativo

La disciplina è contenuta nel Capo V del Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, il D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151. Il D.Lgs. 30 giugno 2022, n. 105, attuativo della direttiva (UE) 2019/1158, ha ridisegnato la struttura dei mesi indennizzati. La Legge 30 dicembre 2025, n. 199 ha poi esteso l'arco temporale di fruizione per i lavoratori dipendenti: il congedo può essere utilizzato entro i 14 anni di vita del figlio, oppure entro 14 anni dall'ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento, senza superare la maggiore età.

Sul piano dei limiti, l'art. 32 riconosce alla madre, dopo il congedo di maternità, e al padre, dalla nascita, fino a sei mesi ciascuno, continuativi o frazionati, entro un tetto complessivo di coppia di dieci mesi. Il tetto sale a undici mesi se il padre si astiene per almeno tre mesi, e il genitore solo dispone di undici mesi. L'art. 34 regola l'indennità: tre mesi per ciascun genitore non trasferibili e ulteriori tre mesi alternativi sono indennizzati al 30% della retribuzione, mentre fino a tre mensilità per la coppia salgono all'80% se fruite entro il sesto anno di vita del bambino, in numero che dipende dall'anno in cui si è concluso il congedo obbligatorio. Il comma 5 dello stesso articolo precisa che il congedo non riduce ferie, riposi e tredicesima mensilità, salvo gli emolumenti legati alla presenza effettiva.

Quanto alla forma, l'art. 32, comma 3 impone un preavviso non inferiore a cinque giorni, ridotto a due per la fruizione oraria, fatti salvi i termini del CCNL e i casi di oggettiva impossibilità. L'art. 54, comma 6 sanziona con la nullità il licenziamento causato dalla domanda o dalla fruizione del congedo. Le istruzioni applicative sull'estensione sono raccolte nella comunicazione INPS sul congedo parentale dei lavoratori dipendenti esteso fino ai 14 anni del figlio.

Quando ti serve questo documento

Il caso più frequente è il rientro dopo la maternità: la madre chiede uno o due mesi continuativi, agganciati alla fine del congedo obbligatorio, per coprire il periodo che precede l'inserimento al nido. Sempre più spesso è il padre a presentare la domanda, anche mentre la madre è ancora in congedo di maternità, perché il suo diritto decorre dalla nascita e le mensilità all'80% possono essere fruite da ciascuno dei due genitori in alternativa. Un terzo scenario riguarda i periodi brevi e ripetuti, come l'ambientamento a scuola o le chiusure estive dei centri. Qui la domanda va costruita giornata per giornata.

La modalità oraria risponde a un'esigenza diversa, quella di chi vuole ridurre l'orario per qualche mese senza passare dal part-time. Con l'estensione ai 14 anni sono poi tornati attuali i mesi residui dei genitori con figli tra i 12 e i 14 anni, che prima andavano semplicemente persi. Un caso limite merita attenzione. Chi valuta un'assenza lunga può considerare l'alternativa dell'art. 8, comma 7, del D.Lgs. 81/2015, cioè la trasformazione, per una sola volta, del rapporto in part-time al posto del congedo, con riduzione dell'orario non superiore al 50%.

Cosa contiene il nostro modello

  • L'oggetto e l'intestazione qualificano la domanda come congedo parentale ex artt. 32 e 34 D.Lgs. 151/2001, con i dati del genitore, la qualifica, la sede e il CCNL applicato.
  • La sezione dei periodi consente di indicare un blocco continuativo, più blocchi frazionati o singole giornate, con data di inizio e di fine per ciascuno. Il testo precisa se tra due periodi c'è ripresa effettiva del lavoro, dato che incide sul computo dei giorni festivi e non lavorativi.
  • La clausola sulla modalità oraria compare solo se la scegli. Riporta il numero di ore giornaliere, rinvia alla disciplina del CCNL o, in mancanza, al criterio legale della metà dell'orario medio giornaliero, e dà atto del preavviso di due giorni.
  • La dichiarazione sui mesi già fruiti riepiloga i periodi utilizzati dal richiedente e dall'altro genitore. Serve al datore di lavoro per verificare i limiti individuali e di coppia e per applicare la percentuale corretta di indennità.
  • Il richiamo agli adempimenti INPS e agli allegati chiude il documento con il numero di protocollo della domanda telematica, lo spazio per l'autocertificazione dello stato di famiglia e la firma, che rende la richiesta archiviabile nel fascicolo personale.

Considerazioni per categorie e settori

Settore privato. L'indennità è di regola anticipata in busta paga dal datore di lavoro e recuperata in conguaglio sui contributi dovuti all'INPS. Per questo la richiesta deve riportare date certe e il protocollo della domanda telematica: senza questi dati l'ufficio paghe non può esporre correttamente l'evento nel flusso UniEmens. Diversi CCNL prevedono integrazioni dell'indennità o preavvisi più lunghi.

Pubblico impiego. Il dipendente pubblico presenta la domanda all'amministrazione, non all'INPS, e l'ente eroga direttamente il trattamento economico. I contratti collettivi dei comparti pubblici riconoscono in genere l'intera retribuzione per i primi trenta giorni di congedo, computati complessivamente tra i due genitori. L'estensione ai 14 anni vale anche qui, perché riguarda i lavoratori dipendenti senza distinzione tra datore pubblico e privato.

Gestione Separata e lavoro autonomo. Collaboratori e professionisti iscritti alla Gestione Separata hanno limiti propri, più ridotti, e per loro l'estensione ai 14 anni non si applica. Artigiani, commercianti e coltivatori diretti possono fruire di un congedo di durata limitata entro il primo anno di vita del bambino.

Lavoro domestico. Colf, badanti e baby sitter assunti con contratto di lavoro domestico restano esclusi dal congedo parentale del Testo Unico. Il padre dipendente di un altro datore conserva però un diritto autonomo.

Come si compila la richiesta di congedo parentale

Si parte dai dati del genitore richiedente e del destinatario, di solito l'ufficio del personale o il responsabile indicato dal regolamento interno, insieme al CCNL applicato. Il modulo chiede poi la data di nascita del figlio, o la data di ingresso in famiglia per adozione e affidamento, e verifica che i periodi richiesti cadano entro il limite dei 14 anni. A quel punto scegli la modalità. Per la fruizione giornaliera indichi uno o più periodi con data di inizio e di fine; per quella oraria il numero di ore e le giornate interessate.

Segue il riepilogo dei mesi già utilizzati da te e dall'altro genitore, da cui il modello ricava il residuo individuale e di coppia. Prima di generare il documento controlli la data di invio rispetto al preavviso: il testo si adatta ai cinque giorni previsti per la modalità giornaliera o ai due giorni di quella oraria. Scarichi infine il file in Word modificabile e in PDF pronto da firmare. Per altre assenze nello stesso periodo, come ferie o permessi per lutto, restano disponibili i modelli di richiesta ferie, permessi e congedi conformi al CCNL.

Errori da evitare

L'errore più costoso è presentare la domanda INPS dopo l'inizio del congedo. L'Istituto riconosce l'indennità solo dalla data di presentazione, e le giornate precedenti restano assenze giustificate ma non pagate. Subito dopo viene il conteggio dei giorni festivi: chi chiede il congedo dal lunedì al venerdì per due settimane consecutive, senza riprendere il lavoro nel mezzo, si vede computare anche il sabato e la domenica intermedi e consuma il proprio monte più in fretta del previsto. Attenzione, perché un giorno di ferie tra i due blocchi non basta: serve la ripresa effettiva del servizio. Terzo errore ricorrente, la mancata verifica dei mesi già fruiti dall'altro genitore, che porta a superare il tetto di coppia e a vedersi recuperare l'indennità in sede di controllo.

Molte richieste sono poi generiche, senza distinguere modalità giornaliera e oraria o senza data di fine, e i chiarimenti richiesti dall'ufficio del personale fanno slittare il preavviso. Un ultimo punto riguarda chi, al termine del congedo, pensa di lasciare il lavoro. Durante i primi tre anni di vita del bambino le dimissioni vanno convalidate presso l'Ispettorato territoriale del lavoro ai sensi dell'art. 55, comma 4, e una lettera di dimissioni volontarie con preavviso da CCNL non basta da sola a chiudere il rapporto. Senza convalida, l'efficacia della risoluzione resta sospesa.

Punti chiave da ricordare

DIRITTO POTESTATIVO

Il datore non decide l'assenza

Il congedo parentale dell'art. 32 D.Lgs. 151/2001 è un'astensione facoltativa e un diritto potestativo. La madre o il padre dipendente comunica l'assenza, ma l'azienda non può giudicarne l'opportunità: può solo verificare il rispetto del preavviso e organizzarsi sui periodi indicati. Una richiesta scritta con data certa riduce contestazioni su chi fruisce e quando.

TEMPI E INDENNITÀ

Durata e pagamento si contano insieme

Dal 2025 l'arco di utilizzo arriva a 14 anni del figlio, o dall'ingresso in famiglia per adozione o affidamento. Ogni genitore può arrivare a sei mesi, entro un tetto di coppia di dieci mesi, elevabile a undici. L'art. 34 collega il pagamento ai mesi già fruiti: 30% ordinario, fino a tre mensilità all'80% entro il sesto anno.

DOMANDA

Date e modalità devono essere precise

La domanda deve indicare date, durata e modalità di fruizione, giornaliera oppure oraria. Serve anche a evitare errori con istituti vicini: paternità obbligatoria di dieci giorni, malattia del figlio o prolungamento per disabilità grave seguono regole diverse. Un oggetto sbagliato non cancella il diritto, ma può spostare codice assenza, indennità e contributi figurativi.

Domande frequenti

Sì. La legge non prescrive una forma scritta a pena di nullità, ma la comunicazione firmata e datata è la prova del rispetto del preavviso previsto dall'art. 32, comma 3, D.Lgs. 151/2001 e dell'esatto contenuto della domanda. Il modello richiama le norme applicabili ed è pienamente opponibile al datore di lavoro. Non sostituisce però la domanda telematica all'INPS, necessaria nel settore privato per ottenere l'indennità: i due atti viaggiano in parallelo ed è buona pratica citare il protocollo INPS nella richiesta.

Il termine legale è di almeno cinque giorni prima dell'inizio del congedo in modalità giornaliera e di almeno due giorni per la modalità oraria, salvo termini diversi del CCNL applicato. Il preavviso si calcola dalla ricezione, non dalla spedizione: per questo conviene un invio tracciato, una PEC o la consegna a mano con firma per ricevuta. In caso di oggettiva impossibilità la legge ammette una deroga, ma la domanda INPS va comunque presentata entro il giorno di inizio dell'assenza.

La base di calcolo è la retribuzione media globale giornaliera del periodo di paga precedente. Fino a tre mensilità per la coppia sono indennizzate all'80% se fruite entro il sesto anno di vita del bambino, in numero che dipende dall'anno di conclusione del congedo obbligatorio. Gli altri mesi, fino al nono complessivo, sono pagati al 30% fino ai 14 anni del figlio. Il decimo e l'undicesimo mese sono indennizzati al 30% solo se il reddito individuale del genitore è inferiore a 2,5 volte il trattamento minimo di pensione.

Sì, la fruizione oraria è prevista dall'art. 32, commi 1-bis e 1-ter. Il CCNL può disciplinarne criteri e calcolo; in mancanza, il congedo si fruisce in misura pari alla metà dell'orario medio giornaliero del periodo di paga precedente. Con un orario di otto ore, quindi, ne lavori quattro e le altre quattro sono coperte dal congedo. La modalità oraria non è cumulabile, nella stessa giornata, con altri permessi o riposi del Testo Unico, come i riposi giornalieri per allattamento.

No. Il congedo parentale è un diritto del genitore e l'azienda non può negarlo né imporre date diverse per esigenze organizzative, a differenza di quanto accade per le ferie ordinarie ai sensi dell'art. 2109 del Codice civile. Un rifiuto o un trasferimento punitivo dopo la richiesta integra una condotta discriminatoria, e il licenziamento motivato dalla domanda è nullo per espressa previsione dell'art. 54, comma 6.

Il documento è disponibile in Word, modificabile, e in PDF, pensato per la firma e l'archiviazione. Il Word serve ad adattare l'intestazione o correggere le date dopo un cambio di programma; il PDF garantisce che il contenuto non venga alterato una volta protocollato. Altri atti per il lavoro e la famiglia sono raccolti nel catalogo completo dei documenti legali italiani.

Di norma bastano l'autocertificazione dello stato di famiglia, con i dati del figlio, e una dichiarazione sui periodi di congedo già fruiti dall'altro genitore, con l'indicazione del suo datore di lavoro. Nel settore privato va riportato anche il numero di protocollo della domanda telematica INPS. Per le dichiarazioni sostitutive e le eventuali deleghe puoi partire dai modelli di autocertificazione e procura per gli adempimenti quotidiani.

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Aggiornato il 24 settembre 2026

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