Gestione impresa

Contratto colf e badante: lettera di assunzione Word e PDF

Lettera di assunzione per colf, badante o baby sitter conforme al CCNL lavoro domestico: livello e mansioni, convivenza o lavoro a ore, orario e riposi, prova, retribuzione e superminimo, ferie, preavviso, TFR, permesso di soggiorno e privacy.
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Il contratto colf e badante è la lettera di assunzione che una famiglia firma con la persona che entra in casa per pulire, cucinare, assistere un genitore anziano o accudire i bambini. Serve a chi diventa datore di lavoro domestico e vuole partire in regola, con livello di inquadramento, orario, retribuzione, convivenza, ferie e preavviso scritti nero su bianco secondo il contratto collettivo del settore. Il modello copre la colf, la badante di persona autosufficiente o non autosufficiente e la baby sitter, con rapporto a tempo indeterminato o a termine, in convivenza oppure a ore. Si compila online rispondendo a domande semplici e si scarica in Word e PDF, pronto da firmare in due copie prima del primo giorno di lavoro.

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Che cos'è un contratto colf e badante

Si tratta di un contratto di lavoro subordinato domestico: il datore è una persona fisica che assume qualcuno per il funzionamento della propria vita familiare, senza alcuno scopo di impresa. Il Codice civile dedica a questo rapporto gli articoli da 2240 a 2246, ma la disciplina concreta sta nel contratto collettivo nazionale del lavoro domestico, che all'articolo 6 impone una lettera di assunzione scritta, firmata da entrambe le parti e scambiata tra loro. In quella lettera vanno indicati, tra l'altro, la data di inizio, il livello e la mansione, la durata della prova, l'esistenza o meno della convivenza, l'orario e la sua collocazione, la retribuzione, il luogo di lavoro, il periodo concordato per le ferie e lo spazio dove il lavoratore custodisce le proprie cose.

Rispetto a un contratto aziendale cambiano orari, riposi, malattia e preavviso, e il datore domestico può recedere con il solo preavviso, salvi i divieti legati alla maternità. Per i dipendenti di una società o di uno studio conviene partire dai modelli per la gestione del personale in azienda. Le prestazioni davvero occasionali pagate con il Libretto Famiglia dell'INPS non sostituiscono un rapporto stabile.

Quadro normativo

La fonte principale è il CCNL sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico sottoscritto il 28 ottobre 2025 da FIDALDO e DOMINA per i datori e da Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, UILTuCS e Federcolf per i lavoratori, con decorrenza dal 1° novembre 2025 e in vigore fino alla sua sostituzione con il contratto successivo (art. 56 del CCNL). Il contratto classifica i lavoratori in quattro livelli, dalla A alla D Super, e fissa i minimi retributivi nelle tabelle allegate, che l'art. 38 del CCNL aggiorna ogni anno da gennaio. Per questo il contratto colf e badante non riporta cifre: obbliga a rispettare i minimi vigenti.

Accanto al contratto collettivo restano gli artt. 2240-2246 c.c., la legge 2 aprile 1958, n. 339 e le norme sulla trasparenza: il d.lgs. 152/1997, come modificato dal d.lgs. 104/2022, si applica anche ai lavoratori domestici, e la lettera firmata vale come informativa sul rapporto. All'art. 7, il d.lgs. 104/2022 rende inoltre proporzionale la prova nei contratti a termine.

L'adempimento più delicato è la comunicazione obbligatoria di assunzione, che spetta al datore. La scheda INPS sulla formalizzazione dell'assunzione di un lavoratore domestico fissa il termine: entro le ore 24 del giorno precedente l'inizio del rapporto, anche se festivo. Sul recesso si applicano gli artt. 2118 e 2119 c.c. insieme all'art. 40 del CCNL, mentre la procedura telematica delle dimissioni non riguarda il lavoro domestico, come prevede l'art. 26 del d.lgs. 151/2015.

Quando serve questo documento

Il caso più frequente è la badante convivente per un genitore non più autosufficiente: livello C Super, oppure D Super con un diploma o un corso di almeno 500 ore, e prova di trenta giorni di lavoro effettivo. Altrettanto comune è la colf a ore che viene due o tre mattine a settimana: niente vitto e alloggio, paga oraria, riposo la domenica e una prova di otto giorni. La baby sitter merita attenzione, perché fino al sesto anno di età di ogni bambino assistito le spetta un'indennità mensile aggiuntiva prevista dalla tabella H.

Poi ci sono le sostituzioni: quando la badante titolare va in ferie, si ammala o è in maternità, la famiglia assume qualcuno con un contratto a termine indicando la ragione, entro ventiquattro mesi e quattro proroghe. Il contratto a tempo determinato pensato per le imprese non è adatto a questo scopo, perché il lavoro domestico segue l'art. 7 del CCNL.

Due situazioni di confine. Lo studente tra i 16 e i 40 anni può essere assunto in convivenza con orario ridotto fino a 30 ore anche se il suo livello non lo consentirebbe. Il lavoratore extra UE va assunto solo con un titolo di soggiorno che consenta il lavoro subordinato; se convive con la famiglia, conviene verificare con la Questura se occorre anche la dichiarazione di ospitalità per cittadini stranieri. Restano fuori dal modello l'assistenza notturna discontinua e la sola presenza notturna, che il CCNL vuole in un atto separato.

Clausole principali del nostro modello

Il testo segue l'ordine dell'art. 6 del CCNL, ma alcune clausole contano più di altre nella vita del rapporto.

  • Inquadramento e mansioni vanno di pari passo: il contratto riporta livello e profilo dell'art. 9 del CCNL, nomina la persona assistita e, per il livello D Super, il titolo di formazione consegnato in copia. Le mansioni prevalenti decidono il livello, non il nome che la famiglia dà al ruolo.
  • Chi convive ha regole proprie. Il modello scrive le 36 ore di riposo settimanale (24 la domenica e 12 in un altro giorno concordato con il lavoratore), le 11 ore di riposo consecutivo, la pausa di almeno 2 ore quando l'orario non è tutto compreso tra le 6 e le 14 o tra le 14 e le 22, il vitto e un alloggio che rispetti dignità e riservatezza.
  • Sulla retribuzione distinguiamo il minimo tabellare dal superminimo, assorbibile o meno, e prevediamo l'adeguamento automatico quando i minimi salgono. Seguono gli scatti del 4% per ogni biennio, fino a sette, e la tredicesima a dicembre.
  • La durata della prova viene calcolata dal testo stesso: trenta giorni per chi convive e per il livello D Super, otto negli altri casi, e nei contratti a termine un giorno ogni quindici di calendario.
  • In uscita valgono i preavvisi del CCNL, il TFR calcolato dividendo la retribuzione annua per 13,5 e la restituzione delle chiavi, oltre al rilascio dell'alloggio per chi convive.

Come compilare il contratto di lavoro domestico

Il contratto colf e badante si compila partendo dai dati anagrafici del datore e del lavoratore. Se il lavoratore è cittadino extra UE, il modulo chiede tipo, numero, autorità di rilascio e scadenza del permesso di soggiorno, e il contratto aggiunge l'impegno a curarne il rinnovo. Subito dopo scegliete l'indirizzo per le comunicazioni: per chi convive può essere la casa in cui lavora, altrimenti resta la residenza o un altro domicilio indicato dal lavoratore.

Tutto ruota attorno al profilo. Scegliendo nell'elenco del CCNL profilo e livello (colf generica, addetto alle pulizie o alla compagnia, cuoco, badante di persona autosufficiente o non autosufficiente, baby sitter), il testo inserisce le clausole che lo accompagnano, come l'indennità per più persone non autosufficienti o quella per i bambini sotto i sei anni. Scelto il regime (convivenza piena, convivenza ridotta oppure non convivenza), il modulo propone solo le domande pertinenti: ore settimanali, distribuzione dell'orario, giorno della mezza giornata di riposo, retribuzione mensile o paga oraria. Gli ultimi passaggi riguardano superminimo, modalità di pagamento, eventuali telecamere in casa, tenuta di lavoro, ferie, luogo e data della firma. Se vi servono altri modelli per la famiglia o per l'azienda, il catalogo completo dei documenti legali italiani li raccoglie per categoria.

Errori comuni da evitare

L'errore più frequente riguarda il livello: una badante che assiste una persona allettata viene inquadrata come colf di livello B per pagare meno, e alla prima vertenza la famiglia deve le differenze retributive e i contributi. Subito dopo viene la comunicazione all'INPS fatta in ritardo, magari il giorno stesso dell'ingresso in casa: il termine scade alle 24 del giorno prima e un infortunio nelle prime ore di lavoro diventa un problema serio. Molti copiano poi una prova di trenta giorni per la colf a ore, per la quale il CCNL ne prevede otto.

Sul denaro gli sbagli sono più sottili. La retribuzione concordata alla firma può ritrovarsi sotto il nuovo minimo a gennaio dell'anno successivo, quando le tabelle vengono rivalutate: per questo il contratto prevede l'adeguamento automatico. Il pagamento in contanti senza un prospetto paga firmato in doppia copia lascia la famiglia senza prova di quanto versato. Infine, telecamere in casa non dichiarate per iscritto, oppure installate nella stanza del lavoratore o in bagno, violano l'art. 28 del CCNL e la normativa sulla privacy. Resta il caso più delicato, la lavoratrice che annuncia una gravidanza: dall'inizio della gravidanza, se intervenuta nel corso del rapporto, e fino alla fine del congedo di maternità non può essere licenziata, salvo giusta causa (art. 25 del CCNL).

Punti chiave da ricordare

INPS

La comunicazione va fatta entro il giorno prima

La lettera di assunzione non sostituisce la comunicazione obbligatoria all'INPS, che spetta al datore di lavoro e va inviata entro le ore 24 del giorno precedente l'inizio del rapporto, anche se festivo. La stessa comunicazione vale verso l'INAIL e le altre amministrazioni interessate. I contributi si versano poi all'INPS con le modalità e le scadenze fissate dall'Istituto, trattenendo la quota a carico del lavoratore.

INQUADRAMENTO

Il livello dipende dalle mansioni prevalenti

Il CCNL classifica colf, badanti e baby sitter in livelli dalla A alla D Super. La badante di una persona non autosufficiente va inquadrata nel livello C Super, o D Super se ha un diploma o un corso di almeno 500 ore; la baby sitter nel B Super, con un'indennità aggiuntiva fino ai sei anni di ogni bambino. Un livello più basso delle mansioni reali espone la famiglia alle differenze retributive e contributive.

CONVIVENZA

Orari e riposi cambiano se il lavoratore convive

Chi convive lavora al massimo 10 ore al giorno non consecutive e 54 alla settimana, con 11 ore di riposo consecutivo, una pausa di 2 ore se l'orario non è tutto al mattino o tutto al pomeriggio, 36 ore di riposo settimanale, vitto e alloggio. Chi non convive ha un limite di 8 ore al giorno e 40 alla settimana. Nel contratto a tempo indeterminato la prova dura trenta giorni per i conviventi e il livello D Super, otto negli altri casi.

Domande frequenti

Sì, è una scrittura privata che produce effetti appena datore e lavoratore la firmano. Non servono il notaio né il visto del sindacato. Quello che conta è il contenuto: il CCNL richiede la forma scritta, la firma di entrambe le parti e lo scambio delle copie, e il d.lgs. 152/1997 impone di consegnare le informazioni sul rapporto. Resta separato l'obbligo di comunicare l'assunzione all'INPS, che la lettera non sostituisce. In caso di lite prevale comunque il CCNL sulle clausole meno favorevoli.

Il termine è rigido: entro le ore 24 del giorno precedente l'inizio del rapporto, anche quando quel giorno è festivo. Si invia online dal portale dei servizi per il lavoro domestico o dall'app INPS Mobile, accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure tramite il Contact Center INPS o un intermediario abilitato. Vale anche verso l'INAIL, quindi non servono invii doppi. Una comunicazione sbagliata può essere annullata entro cinque giorni dalla data di inizio indicata; oltre quel termine si può comunicare soltanto la cessazione del rapporto.

Al termine della compilazione ottenete entrambi i formati. Il PDF è quello da stampare e firmare in due originali, uno per la famiglia e uno per il lavoratore. Il file Word serve a correggere un refuso o aggiungere un dettaglio pratico, controllando che livello, orario e retribuzione restino coerenti. Per cambiare una condizione dopo la firma, come le ore settimanali o la paga, serve l'accordo delle parti (art. 6 del CCNL) e il d.lgs. 152/1997 impone di comunicare la variazione per iscritto entro il giorno in cui produce effetti: meglio quindi redigere una nuova lettera.

Per la convivenza a servizio intero il limite è di 10 ore giornaliere non consecutive e 54 settimanali. Il lavoratore ha diritto ad almeno 11 ore di riposo consecutivo nella giornata e, se l'orario non è tutto compreso tra le 6 e le 14 o tra le 14 e le 22, a una pausa di almeno 2 ore. Il riposo settimanale è di 36 ore: 24 la domenica e 12 in un altro giorno, in cui lavora al massimo metà dell'orario. Lo straordinario è maggiorato del 25% di giorno, del 50% di notte e del 60% la domenica o nei festivi. Per chi non convive il tetto scende a 8 ore giornaliere e 40 settimanali.

Le ferie sono 26 giorni lavorativi all'anno, qualunque sia l'orario, perché il CCNL conta sempre una settimana di sei giorni dal lunedì al sabato. Il periodo si concorda nella lettera di assunzione; in mancanza di accordo lo fissa il datore tra giugno e settembre. Le ferie si possono dividere in non più di due periodi e almeno due settimane vanno godute nell'anno di maturazione. Per mettere per iscritto le date richieste potete usare un modello di richiesta ferie al datore di lavoro.

Spetta a ogni lavoratore domestico: il CCNL riconosce 15 giorni di calendario di congedo retribuito per il matrimonio o l'unione civile. La retribuzione viene pagata quando il lavoratore presenta la documentazione che prova le nozze. Il congedo si può prendere anche in un momento diverso dalla data della cerimonia, purché entro un anno e durante lo stesso rapporto di lavoro. Se il lavoratore si dimette prima di averlo goduto, non matura alcuna indennità sostitutiva. Per la domanda scritta è disponibile un modello di richiesta del congedo matrimoniale di 15 giorni.

Li versa il datore all'INPS, trattenendo dalla busta paga la quota a carico del lavoratore, insieme ai contributi di assistenza contrattuale previsti dal CCNL e obbligatori per entrambe le parti. Gli importi dipendono dalla retribuzione oraria e dalle ore lavorate, con fasce che l'INPS aggiorna ogni anno, e il versamento è trimestrale. La famiglia non è sostituto d'imposta e non trattiene IRPEF, ma deve consegnare al lavoratore un'attestazione delle somme pagate nell'anno, utile per la dichiarazione dei redditi. Per i conteggi la famiglia usa gli strumenti e le istruzioni dell'INPS.

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Aggiornato il 1 novembre 2026

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