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La donazione di sangue o di midollo osseo è un gesto che lo Stato premia con un diritto preciso: assentarsi dal lavoro conservando la retribuzione. Ma il diritto non si attiva da solo. Senza una richiesta scritta di permesso retribuito, con riferimento normativo corretto e giustificativo della struttura sanitaria, l'assenza rischia di trasformarsi in un "me l'avevi detto a voce" che, al momento della busta paga, diventa contenzioso. Questo modello serve a fissare nero su bianco la data concordata, la causale e il fondamento di legge, così che paghe, turni e passaggi di consegne siano gestiti senza ambiguità.

Il documento è pensato per il lavoratore dipendente del settore privato che vuole formalizzare la propria assenza per donazione, e per l'ufficio del personale che deve protocollare la richiesta, verificare i requisiti e archiviare il certificato. È sobrio, conforme alla normativa vigente, e riduce al minimo lo spazio per equivoci.

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Cos'è la richiesta di permesso per donazione di sangue o midollo

La richiesta di permesso per donazione è la comunicazione formale con cui il lavoratore informa il datore di lavoro che si asterrà dal servizio per donare sangue, emocomponenti o midollo osseo, esercitando un diritto riconosciuto dalla legge. Non è una domanda di ferie e non è un permesso a ore generico: è un istituto autonomo, con una propria copertura economica a carico dell'INPS, che il datore anticipa e poi recupera. Confonderla con le ferie o con i permessi ROL è l'errore che fa perdere al lavoratore la giornata retribuita cui avrebbe diritto.

La differenza pratica conta. Chi dona durante un giorno di ferie o un giorno di riposo non matura alcun permesso compensativo: il diritto alla giornata retribuita scatta solo se la donazione avviene in un giorno lavorativo. Per questo la richiesta deve indicare con precisione la data, l'orario previsto del prelievo e la struttura accreditata presso cui avverrà. La donazione di midollo osseo segue regole proprie e più ampie, perché copre non solo il prelievo ma anche gli accertamenti preliminari e la convalescenza. Un modello ben costruito tiene separati i due casi e adatta la causale al tipo di donazione, evitando formule generiche che l'ufficio paghe non sa come trattare. Per chi gestisce flussi di assenze più articolati, può essere utile partire dai modelli di richiesta ferie e permessi conformi al CCNL.

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Quadro normativo

Il fondamento del permesso per donazione di sangue è l'art. 1 della legge 13 luglio 1967, n. 584, integrato dall'art. 8 della legge 21 ottobre 2005, n. 219. La norma è netta: i donatori di sangue ed emocomponenti con rapporto di lavoro dipendente hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l'intera giornata in cui effettuano la donazione, conservando la normale retribuzione. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 52/1992, ha qualificato questo diritto come espressione di solidarietà sociale, assimilabile per finalità alla tutela del lavoratore malato. La giornata di riposo si computa in 24 ore a partire dal momento dell'assenza per il prelievo.

I requisiti non sono negoziabili. La quantità di sangue donata deve raggiungere almeno 250 grammi, e il prelievo deve avvenire presso un centro trasfusionale o di raccolta regolarmente autorizzato dal Ministero della Salute. Il D.M. 3 marzo 2005 fissa anche i tetti annui: quattro donazioni di sangue intero per l'uomo, due per la donna in età fertile, con intervallo minimo di novanta giorni tra una donazione e l'altra. Senza il certificato della struttura con i dati obbligatori, il diritto alla giornata retribuita non si perfeziona. Il documento deve riportare codice fiscale del centro, anagrafica del donatore, gratuità della donazione, giorno e ora del prelievo.

Per il midollo osseo il riferimento è la legge 6 marzo 2001, n. 52. L'art. 5 riconosce permessi retribuiti per i prelievi preliminari e l'accertamento di idoneità, oltre alla retribuzione piena per le giornate di degenza ospedaliera e per la convalescenza successiva, secondo quanto certificato dall'équipe medica. La copertura economica passa per la contribuzione figurativa ai sensi dell'art. 8 della legge 155/1981, e il datore può chiedere il rimborso. Una guida operativa completa sui requisiti e sulla documentazione è disponibile nella scheda ufficiale INPS sul rimborso per donazione di midollo osseo.

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Quando serve questo documento

Il caso più frequente è la donazione programmata di sangue intero presso un centro AVIS o un servizio trasfusionale ospedaliero. Il lavoratore fissa l'appuntamento, comunica la data al responsabile con qualche giorno di anticipo e mette per iscritto la richiesta: così il turno scoperto viene pianificato e nessuno potrà sostenere di non aver mai ricevuto la comunicazione. Lo stesso vale per la donazione di plasma o piastrine, che segue intervalli diversi ma attiva la medesima procedura di permesso.

Un secondo scenario riguarda la donazione di midollo osseo, più rara ma più articolata. Qui il lavoratore iscritto al Registro nazionale viene chiamato quando emerge una compatibilità con un paziente in attesa di trapianto. Le assenze si distribuiscono su più fasi, dai prelievi di tipizzazione fino alla degenza e ai giorni di convalescenza, e ciascuna richiede una formalizzazione tempestiva. In questi casi conviene predisporre la richiesta non appena si ricevono le date dal centro trasfusionale.

C'è poi il caso del donatore giudicato inidoneo al momento del prelievo. Anche allora la legge tutela il lavoratore, limitatamente al tempo necessario all'accertamento dell'inidoneità e al rientro in sede, purché il certificato attesti la circostanza. Infine, l'edge case che molti ignorano: chi viene convocato per donazione in un giorno non lavorativo non ha diritto ad alcun compenso aggiuntivo, perché il permesso retribuito presuppone un'assenza da una giornata di lavoro effettiva. Sapere in anticipo quando la richiesta produce effetti e quando no evita richieste respinte e malumori. Se l'assenza si combina con altre esigenze, può essere utile coordinarla con un modello di permesso non retribuito da concordare con il datore.

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Cosa contiene il nostro modello

  • L'intestazione e l'identificazione delle parti riporta dati anagrafici del lavoratore, qualifica, sede di assegnazione e destinatario corretto della richiesta, sia esso il responsabile diretto o l'ufficio del personale. Una richiesta indirizzata al referente sbagliato è la prima causa di assenze contestate, perché di fatto nessuno la prende in carico nei tempi utili.
  • L'indicazione della data e della tipologia di donazione distingue chiaramente tra sangue intero, plasma, emocomponenti e midollo osseo, perché ciascuna ha regole e durate diverse. Il campo specifica giorno, orario previsto del prelievo e struttura accreditata, elementi che il certificato dovrà poi confermare.
  • Il riferimento normativo esplicito richiama la legge 584/1967 e l'art. 8 della legge 219/2005 per il sangue, oppure la legge 52/2001 per il midollo, così che l'ufficio paghe sappia immediatamente quale istituto applicare e su quale base chiedere il rimborso INPS.
  • L'impegno a produrre il giustificativo prevede la consegna del certificato rilasciato dalla struttura sanitaria, con tutti i dati obbligatori, una volta effettuata la donazione. Il modello ricorda che il datore deve conservare la certificazione per dieci anni ai fini delle verifiche dell'Istituto.
  • Lo spazio per il passaggio di consegne e la reperibilità consente di annotare chi copre le mansioni durante l'assenza e come contattare il lavoratore in caso di urgenza. È la parte che trasforma una richiesta formale in uno strumento davvero operativo per chi pianifica i turni.
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Errori frequenti da evitare

L'errore più comune è trattare la donazione come una giornata di ferie. Chi sceglie questa strada perde il diritto al permesso retribuito specifico e consuma giorni di ferie che la legge gli riconoscerebbe gratuitamente: la sentenza n. 52/1992 della Corte costituzionale è chiara nel distinguere i due istituti. Strettamente collegato è il secondo errore, cioè la gestione "a voce": una richiesta comunicata in corridoio non lascia traccia, e quando il responsabile sostiene di non averla mai ricevuta il lavoratore si ritrova senza prova. La forma scritta non è burocrazia, è la sola difesa concreta. Per la stessa ragione conviene tenere un format coerente con gli altri documenti per la gestione del personale e i rapporti di lavoro.

Il terzo errore riguarda il certificato. Molti lavoratori donano e dimenticano di consegnare il giustificativo, oppure portano un documento privo dei dati obbligatori, codice fiscale del centro o quantità donata in primis. Senza certificazione completa il datore non può chiedere il rimborso all'INPS e la giornata rischia di restare scoperta. Quarto, donare in un giorno di riposo aspettandosi un compenso: il diritto economico scatta solo sull'assenza da una giornata lavorativa. Infine, sul midollo osseo, sottovalutare la convalescenza: la legge copre anche i giorni successivi al prelievo certificati dall'équipe medica, ma vanno richiesti e documentati, non dati per scontati.

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Come compilare questo documento

Su Captain.Legal il percorso parte dalla scelta del tipo di donazione, perché è questa selezione a determinare il riferimento normativo e la durata del permesso. Indicato se si tratta di sangue, plasma o midollo osseo, inserisci i tuoi dati anagrafici, la qualifica e la sede, poi il destinatario della richiesta, scegliendo tra responsabile diretto e ufficio del personale. Il sistema adatta automaticamente la formula della causale e la base di legge citata, così non devi ricordarti a memoria quale articolo si applica al tuo caso.

Da lì compili la data prevista della donazione, l'orario del prelievo e il nome della struttura accreditata, campi che ritroverai poi nel certificato. Puoi aggiungere note sul passaggio di consegne e sulla reperibilità durante l'assenza, utili a chi gestisce i turni. Completata la compilazione, scarichi il documento in formato Word modificabile per ritocchi dell'ultimo minuto e in PDF pronto per protocollo e firma. Se hai bisogno di una procura per delegare un adempimento durante l'assenza, trovi anche un modello di procura speciale conforme al Codice civile nella sezione dedicata ai privati.

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Questo modello è valido anche tra colleghi e con le associazioni di settore?

Sì, il modello ha piena validità tra lavoratore e datore di lavoro privato, perché si limita a esercitare un diritto già riconosciuto dalla legge 219/2005 e dalla legge 52/2001. Non sostituisce il certificato della struttura sanitaria, che resta il presupposto del diritto economico, ma è il documento con cui il lavoratore comunica formalmente l'assenza e ne fissa la causale. Per renderlo pienamente efficace basta che sia datato, firmato e consegnato al destinatario corretto, conservandone copia. Vale per dipendenti pubblici e privati, inclusi apprendisti e lavoratori domestici, mentre restano esclusi i lavoratori autonomi e gli iscritti alla gestione separata INPS.

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In quale formato posso scaricare la richiesta?

Il documento si scarica sia in Word sia in PDF. Il formato Word ti serve quando devi personalizzare campi, aggiungere il logo aziendale se sei l'ufficio del personale, oppure correggere una data dell'ultimo momento. Il PDF è la versione stabile da protocollare, firmare e archiviare nel fascicolo del personale. Avere entrambi i formati è la prassi che consigliamo: tieni il Word come base modificabile per richieste future e usa il PDF come copia definitiva da consegnare. La doppia disponibilità è particolarmente utile quando l'azienda gestisce più donatori e vuole standardizzare il flusso senza riscrivere ogni volta il testo da zero.

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Con quanto anticipo devo presentare la richiesta?

La legge non fissa un termine rigido di preavviso, ma la prassi e quasi tutti i CCNL chiedono una comunicazione tempestiva, ragionevolmente qualche giorno prima, così che il datore possa organizzare la sostituzione e i turni. Per la donazione di sangue, una volta fissato l'appuntamento al centro, conviene protocollare subito la richiesta. Per il midollo osseo, dove le date arrivano dal centro trasfusionale, presenta la richiesta appena ricevuta la convocazione, distinguendo le diverse fasi. Un preavviso congruo non è solo cortesia: riduce drasticamente il rischio che la richiesta venga respinta per ragioni organizzative. Ricorda comunque che il diritto alla giornata retribuita resta, anche quando il datore dovesse contestare i tempi.

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Il datore di lavoro può rifiutare il permesso per donazione?

No, non nel senso di negare il diritto. Il permesso per donazione di sangue o midollo non è una concessione discrezionale come le ferie: è un diritto soggettivo del lavoratore fondato sulla legge. Il datore può legittimamente chiedere di concordare la data per esigenze organizzative, ma non può impedire la donazione né trasformarla in assenza non retribuita, purché il lavoratore rispetti i requisiti, quantità minima donata, struttura autorizzata, certificato completo. Se il datore rifiuta senza fondamento, il lavoratore conserva comunque il diritto alla giornata retribuita e alla copertura figurativa. La richiesta scritta, in questi casi, è la prova che sposta la discussione dai ricordi ai fatti.

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La giornata di permesso vale 24 ore o solo le ore del prelievo?

Per la donazione di sangue vale l'intera giornata lavorativa, computata in 24 ore dal momento dell'assenza per il prelievo, indipendentemente dal tempo materialmente impiegato. Questo significa che anche se il prelievo dura un'ora, il lavoratore ha diritto a restare assente per tutta la giornata conservando la retribuzione. Per il midollo osseo la copertura è più ampia e modulare: permessi orari per gli accertamenti preliminari, giornate intere di degenza per il prelievo e giorni di convalescenza certificati dall'équipe medica. È una differenza sostanziale, e il modello la riflette adattando la causale al tipo di donazione scelta in fase di compilazione.

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Cosa succede se vengo giudicato inidoneo alla donazione?

Anche in caso di inidoneità la legge ti tutela. L'art. 8, comma 2, della legge 219/2005 garantisce la retribuzione per il tempo necessario all'accertamento dell'inidoneità e al rientro in sede, a condizione che il certificato della struttura attesti espressamente la circostanza. Non avrai diritto all'intera giornata come nel caso di donazione effettiva, ma le ore impiegate per gli accertamenti restano coperte. È importante che il centro rilasci comunque la documentazione, perché senza attestazione il datore non può giustificare l'assenza né recuperare la somma dall'INPS. Conserva sempre il certificato e allegalo alla richiesta già protocollata.

Punti chiave da ricordare

Natura del permesso

Non è ferie: è un diritto autonomo

Il permesso per donazione non va confuso con ferie o ROL: è un istituto separato, con copertura economica a carico dell’INPS che il datore anticipa e poi recupera. Se doni in un giorno di ferie o di riposo, non maturi alcun permesso compensativo. La giornata retribuita scatta solo quando la donazione avviene in un giorno lavorativo.

Forma e prova

Richiesta scritta e data fissata

Il diritto non si attiva da solo: serve una richiesta scritta che metta nero su bianco data concordata, causale e riferimento normativo, così paghe e turni non restano appesi al “me l’avevi detto a voce”. Indica con precisione anche l’orario previsto del prelievo e la struttura accreditata, evitando formule generiche che l’ufficio del personale fatica a protocollare e gestire.

Requisiti e norme

Certificato e soglie: senza, niente retribuzione

Per il sangue, il fondamento è l’art. 1 della legge 584/1967 e l’art. 8 della legge 219/2005: spetta l’intera giornata, computata in 24 ore dall’assenza per il prelievo. Però i requisiti sono rigidi: almeno 250 grammi e prelievo in centro autorizzato. Senza certificato con dati obbligatori (anche giorno e ora), la giornata retribuita non si perfeziona. Per il midollo vale la legge 52/2001, art. 5, con permessi anche per accertamenti e idoneità.

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Aggiornato il 31 maggio 2026

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